Vaccinazioni

Quando vaccinarsi?

Un promemoria utile per Te e il Tuo bambino.

Come e quando vaccinare in età pedriatica (a cura: Dr.ssa Elena Groppali e Dr.ssa Araceli Velasco)

In Italia esistono le vaccinazioni obbligatorie e quelle raccomandate.
Fra le vaccinazioni obbligatorie per tutti i nuovi nati (DM del 7 Aprile 1999) sono comprese: la vaccinazione tetano, difterite, poliomielite, epatite virale B; sono invece solo raccomandate quelle contro la pertosse, morbillo, rosolia, parotite, Haemophilus influenzae tipo b (Hib). Queste sono regolate da apposite leggi regionali che ne specificano l’applicazione.
Sulla base dell’indagine ICONA realizzata nel 1998 ripetuta poi nel 2003 con un campione più ridotto, si è stimato che la copertura vaccinale sul territorio nazionale è pari al 95%, quindi soddisfacente, mentre per le vaccinazioni facoltative (regolate da apposite leggi regionali che ne specificano l’applicazione) la percentuale media di copertura contro l’Hib è dell’87% e solo del 77% contro MRP, permanendo però notevoli differenze tra le varie regioni. Il che indica che non tutti i bambini italiani hanno le stesse opportunità di prevenzione.
Meraviglia un po’ che entrati nel terzo millennio, una vaccinazione debba essere resa obbligatoria affinché venga attuata da tutti. Senza un’adesione di massa, non si può arrivare a una copertura effettiva di tutta la popolazione.

Calendario delle vaccinazioni in Italia

Il calendario delle vaccinazioni in Italia è regolato dal Ministero della Sanità con il DM 7/04/99 che pone allo stesso livello d’importanza le vaccinazioni obbligatorie e quelle raccomandate.
Le vaccinazioni raccomandate per i nuovi nati
Oltre alle vaccinazioni obbligatorie esistono 2 vaccinazioni che consigliamo di praticare ai nuovi nati, sono quelle contro pertosse ed il morbillo.
Il morbillo, contrariamente a quello che si pensa, é una malattia che può dare serie complicanze a carico dell’apparato respiratorio, del cervello ecc. È una malattia molto diffusa e spesso si presenta in forma epidemica nelle comunità infantili.
Viceversa il vaccino è estremamente facile da praticare (unica dose sottocutanea al 13° mese) e praticamente privo di complicanze ed effetti collaterali. La vaccinazione, che si consiglia fino all’8°-10° anno di vita, è assai utile se si viene a contatto con un individuo ammalato, in quanto proviene il contagio e quindi la relativa malattia, se praticata entro 72 ore.
Per quanto sopra esposto la vaccinazione antimorbillosa, che alcune USL hanno praticato su vasta scala, è la più raccomandabile tra le vaccinazioni non obbligatorie.
Anche la pertosse (tosse asinina, tosse convulsa) è una malattia che può dare epidemie tra le comunità infantili e può creare grossi problemi se contratta nel 1° anno di vita (disturbi respiratori, encefalite ecc.) per tali motivi si raccomanda il vaccino a tutti i nuovi nati. La posologia e le modalità d’uso della vaccinazione sono simili a quelle del tetano e della difterite, con la sola eccezione che al 6° anno, per la pertosse, non si effettua il richiamo.

Vaccino Età
Nascita 3° mese 4° mese
mese

mese
11°
mese
13°
mese
15°
mese
24°
mese
36°
mese
5-6
anni
11-12
anni
14-15
anni
Difterite-Tetano-Pertosse

 

DTaP

 

DTaP

 

DTaP

 

 

 

DTaP

Tdap

Poliomielite

 

IPV

 

IPV

 

IPV

 

 

 

IPV

 

 

Epatite B

HB

HB

 

HB

 

HB

 

 

 

 

 

 

Haemophilus
Influenzae b

 

Hib

 

Hib

 

Hib

 

 

 

 

 

 

Morbillo-Parotite-Rosolia

 

 

 

 

 

 

MPR1

 

 

MPR2

Pneumococco

 

PCV

 

 

 

Meningococco C

 

Men C

 

 

 

 

Varicella

 

 

 

 

 

 

Varicella

 

 

Varicella

Legenda:
DTaP: vaccinazione antidifterico-tetanico-pertossica
Tdap: vaccino difto-tetanico-pertossico acellulare per adulti
IPV: vaccino antipoliomielitico iniettabile – inattivato
HB: vaccino antiepatite B
Hib: vaccino contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b
MPR: vaccino antimorbillo-parotite-rosolia
PCV: vaccino pneumococcico coniugato eptavalente
Men C: vaccino meningococcico C coniugato

Le nuove vaccinazioni (facoltative):

Da gennaio del 2008 le bambine nate nel 1997 possono sottoporsi alla vaccinazione contro il papillomavirus (HPV). La vaccinazione anti HPV è consigliata, ma non obbligatoria, per tutte le donne di età compresa tra i 12 e i 25 anni, ma in questa prima campagna la gratuità del vaccino è garantita soltanto alle bambine di dodici anni.
Le donne che hanno un’età compresa tra i 13 e i 25 anni possono ricorrere alla vaccinazione individuale: il vaccino può essere acquistato in farmacia a proprie spese.
Questo vaccino è il primo nel suo genere, il suo scopo è infatti quello di prevenire il cancro alla cervice uterina, un tumore maligno che colpisce il collo dell’utero. La quasi totalità dei carcinomi alla cervice uterina è associata ad infezione da Papilloma Virus. Il virus del Papilloma è un virus estremamente diffuso che si trasmette per via sessuale: si stima che il 75% delle donne si infetti nel corso della vita, ma che il 90% di esse lo elimini senza accorgersene e senza conseguenze. Solo alcuni dei sottotipi (genotipi) del virus sono associati ad alto rischio di sviluppare il tumore: il tipo 16 e 18. Il vaccino proteggerebbe contro di essi.
Per proteggersi dal carcinoma della cervice uterina esiste altrimenti un altro mezzo efficace, il pap test, che permette di evidenziare precocemente le lesioni causate dal virus, determinarne il genotipo e guidare la scelta terapeutica del medico.

L'Hemophilus Influenzae B (Hib) può causare diverse forme cliniche: molto comuni sono le infezioni delle mucose quali < a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Otite_media" title="Otite media" target="_blank">otite media, sinusite, bronchite, congiuntiviti, polmoniti, infezioni del tratto urinario; di solito non danno luogo a sepsi e quindi non sono pericolose per la vita. Le patologie invasive gravi avvengono soprattutto nei neonati e in generale nei bambini al di sotto dei 5 anni di età. Le più importanti patologie invasive sono meningiti, epiglottiti e polmoniti settiche. L'incidenza di malattie da Hib sale progressivamente durante il primo anno di vita per poi scendere in modo stabile fino a 5 anni, dopodichè l'infezione è rara.
In Italia la vaccinazione anti-Hib è raccomandata per tutti i bambini. Questa vaccinazione viene effettuata a 3, 5 e 12 mesi. Per i bambini che non sono stati sottoposti al primo ciclo di vaccinazioni è sufficiente una sola iniezione se il vaccino viene somministrato dopo il primo anno di vita.

Una vaccinazione recente che viene consigliata a tutti i nuovi nati e soprattutto a quei bambini che frequenteranno la comunità fin da piccolissimi (asilo nido), è la vaccinazione antipneumococcica. Lo pneumococco è un batterio responsabile di faringite, otite media, sinusite, polmonite, meningite (più frequente sotto l'anno di età) e setticemia. La trasmissione avviene generalmente all'interno del nucleo familiare o a scuola, specialmente fra i bambini molto piccoli, spesso in concomitanza con un'infezione virale delle alte vie respiratorie quale raffreddore e influenza. Il vaccino antipneumococcico può essere fatto in contemporanea con il vaccino esavalente, anche se alcuni specialisti consigliano di farla a distanza di 20-30 giorni da questa per non sottoporre il bambino a troppi stimoli antigenici allo stesso tempo.
La meningite da meningococco è causata dal batterio Neisseria meningitidis. Questo micro-organismo si trova nel rinofaringe di molti individui senza causare nessun problema, a volte però si può infiltrare in altre parti del corpo e provocare la malattia. Le principali malattie causate dal meningococco sono le meningiti ovvero infiammazioni della membrana cerebrale e setticemia ovvero l'infezione batterica del sistema circolatorio. Esistono diversi ceppi di meningococchi tra cui i più comuni sono A, B, C, Y e W135 secondo il paese in cui si vive.
Esistono vaccini che sono efficaci nella prevenzione delle infezioni da meningococco, tuttavia i vaccini disponibili in Europa proteggono solo contro i gruppi dei ceppi A e C. Non esiste un vaccino in grado di proteggere dalle infezioni del ceppo di gruppo B. Il vaccino che viene normalmente eseguito in Italia è quello contro il sierotipo B, il più comune da noi.

L'epatite A è una malattia infettiva provocata da un virus che colpisce il fegato. E' diffusa in tutto il mondo ma soprattutto in quelle aree dove vi è scarsa igiene e cattive condizioni sanitarie. La maggior parte dei bambini nei paesi in via di sviluppo viene infettata in tenera età, generalmente senza mostrare sintomi. Nei paesi sviluppati, date le buone condizioni sanitarie, un numero sempre maggiore di individui non contrae la malattia durante l'infanzia ed è quindi a più alto rischio in età adulta quando potrebbe contrarre le forme più gravi della malattia viaggiando in quelle aree del mondo in cui l'epatite A è diffusa. La malattia in sé si manifesta attraverso una varietà di sintomi, dall'infezione senza sintomi evidenti fino all'itterizia e raramente insufficienza epatica e decesso. Diversamente dall'epatite B, per l'epatite A non vi è uno stato di portatore cronico. La trasmissione avviene per via orofecale, prevalentemente attraverso l'ingestione di cibi e bevande contaminati. Le fonti più comuni sono: frutti di mare provenienti da acque contaminate e ingeriti crudi o non sufficientemente cotti, cibi preparati in cattive condizioni igieniche e non cotti. Di solito viene consigliato a chi frequenta zone a rischio o ai portatori di patologie epatiche.