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06/07/2011

Disturbi alla prostata: la novità del “Pro-PSA”

Pro-PSA (e INDICE “phi”)

E’ il nuovo test per la determinazione di un precursore del PSA che può migliorare la specificità del PSA totale.

INTRODUZIONE

La determinazione del pro-PSA (un precursore dell’antigene prostatico specifico) ed il calcolo dell’indice “phi” possono migliorare la specificità dei test di cui oggi dispone il laboratorio per contribuire alla rilevazione del carcinoma prostatico.

Tumori cutanei

Questo è il quesito al quale il test vuole contribuire a rispondere e grazie al quale il laboratorio può essere d’aiuto nel suggerire quale strada prendere.
Per la sua valutazione conclusiva il parere e l’interpretazione del Medico specialista sono comunque determinanti.

PSA (ANTIGENE PROSTATICO SPECIFICO) e PRO-PSA

Il PSA è una serina-proteasi prodotta principalmente dal tessuto prostatico, ma anche da altri distretti corporei nei quali sembra sia soggetto a regolazione ormonale.
E’ altamente compartimentato all’interno della ghiandola prostatica normale, che contiene livelli di PSA approssimativamente un milione di volte più alti rispetto a quelli del siero; pertanto, solo il PSA prodotto dalla prostata raggiunge livelli ematici quantitativamente significativi e come tali di rilevanza clinica e quindi, per questo motivo, il PSA è stato considerato per molti anni un marcatore “specifico” per il tessuto prostatico.

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Il PSA che viene rilasciato nel sangue circola sia libero che legato ad inibitori enzimatici (che ne prevengono l’attività proteolitica) quali l'alfa-1-antichimotripsina e l'alfa-2-macroglobulina (che avvolge completamente la proteina, ingombrandola stericamente e quindi mascherandone ogni sito di legame).

 

forme circolanti PSA

Sono state recentemente identificate numerose isoforme dell' “antigene prostatico specifico libero” (o free-PSA) quali precursori dello stesso (i cosiddetti proPSA) ed è stato determinato che l’isoforma della porzione libera del PSA più specifica per il carcinoma prostatico è la molecola [-2]proPSA.

 

L’isoforma [-2]proPSA ha ricevuto le maggiori attenzioni essendo sempre stata ritrovata in estratti tumorali; mostra la più intensa immunocolorazione istologica nel carcinoma prostatico rispetto al tessuto benigno, il che ne fa il marcatore più specifico.
In vitro, inoltre, il [-2]proPSA è la più stabile tra le forme identificate.
E’ possibile misurarne la concentrazione nel siero con il nuovo test diagnostico “Access Hybritech p2PSA”.

PSA, PRO-PSA e PROSTATE HEALTH INDEX (phi)

La determinazione del PSA totale (tPSA) è caratterizzata da una ridotta specificità per l’identificazione precoce del carcinoma prostatico a concentrazioni inferiori a 10 ng/mL, perché anche i pazienti con BPH (ipertrofia prostatica benigna) o con patologie infiammatorie della ghiandola prostatica (prostatiti) possono presentare valori sovrapponibili.
Si è stimato che il 30-45% degli uomini con tPSA compreso tra 4 e 10 ng/mL e il 20- 30% di quelli con tPSA compreso tra 2 e 4 ng/mL siano portatori di un carcinoma prostatico.
Anche l’utilizzo del rapporto PSA libero / PSA totale (fPSA%) è meno efficace dell’atteso nel discriminare tra tumore e malattia benigna, soprattutto nell’intervallo di tPSA : 2 ÷ 4 ng/mL.

Il nuovo saggio immunologico p2PSA viene utilizzato assieme alle determinazioni di PSA totale e PSA libero per generare un indice utile a valutare il rischio di carcinoma prostatico, conosciuto come “phi” (acronimo di “Prostate Health Index”).
L’ indice di salute prostatica è ottenuto attraverso una semplice formula in cui compaiono i risultati delle concentrazioni di  PSA,  PSA  libero  e  dell’ isoforma [-2]proPSA:

Il phi non sostituisce il test del PSA, bensì migliora la specificità clinica di rilevamento del carcinoma prostatico rispetto ai test attualmente in uso. Esso va inteso quindi come un ulteriore strumento utile a fornire una specificità di rilevamento del carcinoma prostatico migliore del solo test del PSA (tPSA) e della percentuale di PSA libero (fPSA%).
Il risultato del phi aiuta a comprendere meglio se è necessario consigliare a un paziente in cui si sospetti un carcinoma prostatico se eseguire una biopsia prostatica.
Il phi permette di suddividere i pazienti (uomini di età superiore a 50 anni, con valori di PSA totale compresi tra 2,0 e 10,0 ng/mL ed esplorazione rettale (DRE) non sospetta) in TRE diverse categorie, ciascuna delle quali rappresenta una probabilità bassa, media ed alta di rilevare il carcinoma prostatico con la biopsia.
Numerosi studi hanno dimostrato che se le misurazioni di p2PSA vengono associate alle misurazioni del PSA e del PSA libero, l'indice risultante fornisce un notevole miglioramento della specificità clinica per il rilevamento del carcinoma prostatico, rispetto al solo test del PSA e della percentuale di PSA libero, considerando un range di PSA 2-10 ng/mL in uomini di età superiore a 50 anni e con reperti di DRE non sospetti.

LA SCELTA DEL “CUT-OFF”

Deve essere selezionato un adeguato “punteggio” di phi che tenga conto della percentuale di tumori rilevati (sensibilità clinica) e della percentuale di uomini non affetti da tumore che possono evitare una biopsia (specificità clinica) per contribuire a guidare la gestione dei pazienti.
Sulla base delle evidenze ottenute dai numerosi trials eseguiti, è stato verificato che bassi punteggi di phi sono associati a un rischio minore di presenza di neoplasia, mentre punteggi più elevati vengono associati a rischio maggiore.
In particolare, è stato dimostrato che 1 paziente su 3 potrebbe evitare la biopsia se presentasse valori di phi inferiori a 28,00.

CONCLUSIONI

Sebbene livelli di PSA totale elevati siano associati ad un maggior rischio di carcinoma prostatico, è oggi dimostrato che il valore diagnostico del PSA isolato è fortemente limitato da una bassa specificità clinica.
Il test p2PSA e il calcolo del Prostate Health Index (phi) sono stati studiati per migliorare la specificità della valutazione del rischio di carcinoma prostatico.
Grazie alla maggiore specificità, il phi fornisce ai medici ed ai loro pazienti una maggiore consapevolezza nel decidere se sia necessario eseguire una biopsia. Tale migliore specificità può quindi contribuire alla:

Rilevamento carcinoma prostatico

 

I risultati di trials clinici multi-centrici hanno dimostrato che il phi ha aumentato considerevolmente la specificità clinica rispetto a PSA e fPSA% per il rilevamento del carcinoma prostatico. Il phi ha mostrato di possedere una specificità clinica relativa tre volte superiore al solo test PSA (con sensibilità clinica del 90%).

 

 

 

Dr. Gianni Fuzzi